È proprio lei!
L’auto che cerchiamo da tempo ci guarda invitante da un annuncio: le caratteristiche ci sono tutte, il prezzo è quello giusto e la tentazione di bloccare l’affare prima che sia troppo tardi è immediata. Al venditore basta ricevere il versamento di una somma in anticipo: una caparra o un acconto.
Ma di cosa si tratta? A prima vista, caparra e acconto possono sembrare due modi diversi per indicare un semplice anticipo sul prezzo. In realtà, non sono la stessa cosa.
Caparra e acconto comportano conseguenze giuridiche ben diverse, soprattutto se le cose non vanno per il verso giusto e la compravendita finisce in un nulla di fatto.
Vediamo cosa cambia in un caso e nell’altro.
Caparra e acconto: qual è la differenza?
La distinzione fondamentale non è complessa: in sintesi, l’acconto è una somma che vale come anticipo sul prezzo, mentre la caparra confirmatoria serve anche a tutelare le parti in caso di inadempimento dell’una o dell’altra.
Facciamo un esempio pratico: immaginiamo l’acquisto di un’auto usata da 20.000 euro con un versamento immediato di 3.000 euro.
Se i 3.000 euro sono intesi come un acconto, si tratta dell’anticipo di una quota del prezzo complessivo, per cui in fase di finalizzazione della compravendita bisognerà pagare i restanti 17.000 euro.
Invece, quando la somma è stata versata col valore di caparra confirmatoria, potrà lo stesso essere scalata dal prezzo finale, ma avrà in più una funzione di garanzia nel caso che una delle parti non rispetti gli impegni presi.
Quando cambia idea il venditore…
Torniamo al nostro esempio e supponiamo che il venditore si tiri indietro.
Se i 3.000 euro costituivano una caparra confirmatoria, l’articolo 1385 del Codice civile prevede che l’acquirente, a fronte dell’inadempimento del venditore, possa recedere dal contratto e pretendere il doppio della caparra: in questo esempio, 6.000 euro complessivi.
Se invece si trattava di un semplice acconto, l’acquirente non ha automaticamente diritto al doppio: allo scioglimento del contratto, può ottenere la restituzione della somma anticipata ed eventualmente chiedere il risarcimento dei danni, se ce ne siano i presupposti.
… e quando lo fa l’acquirente
In presenza di una caparra confirmatoria, se l’acquirente è inadempiente, il venditore può, quando ne ricorrono i presupposti, recedere dal contratto e trattenere la somma ricevuta.
Tale diritto, invece, non gli spetta in caso di acconto, sebbene il venditore possa comunque richiedere il risarcimento degli eventuali danni.

La caparra penitenziale
Una terza opzione, meno nota, è la caparra penitenziale, disciplinata dall’articolo 1386 del Codice civile. In questo caso, il contratto prevede espressamente il diritto di una o entrambe le parti di recedere dall’accordo e la caparra rappresenta il prezzo da pagare per esercitare quel diritto.
Se a recedere è chi l’ha versata, questi la perde; se a recedere è chi l’ha ricevuta, dovrà restituirne il doppio.
Come tutelarsi prima di versare una caparra o un acconto…
Prima di versare una caparra o un acconto per un’auto usata, è importante adottare alcune precauzioni:
• Mettere tutto nero su bianco. Specificare chiaramente nel contratto se la somma versata è una caparra confirmatoria, una caparra penitenziale oppure un acconto. Meglio evitare formule generiche come “deposito per bloccare l’auto”.
• Chiarire cosa succede se il finanziamento non viene concesso. Se l’acquisto dipende dall’ottenimento di un prestito, è opportuno stabilire per iscritto quali saranno le conseguenze sulla somma versata in caso di mancata approvazione.
• Conservare le prove del pagamento. Contratto, ricevuta, causale del bonifico e comunicazioni con il venditore possono rivelarsi fondamentali in caso di contestazioni.
… e quando si arriva al pagamento conclusivo
Capire la differenza tra caparra e acconto è importante per sapere quali conseguenze può avere il versamento di una somma prima dell’acquisto.
Ma c’è un altro momento che merita particolare attenzione: il pagamento finale dell’auto.
Secarepay Wallet, con la sua procedura di pagamento sicuro, nasce proprio per gestire questa fase in modo trasparente.
L’importo del pagamento finale viene infatti custodito in un conto dedicato, per essere poi sbloccato e trasferito al venditore solo quando il passaggio di proprietà risulta perfezionato.
In questo modo, il venditore sa che il denaro è già disponibile e non rischia di consegnare l’auto senza ricevere il pagamento. L’acquirente, dal canto suo, sa che il denaro sarà trasferito al venditore soltanto dopo il corretto passaggio di proprietà del veicolo.
Il tutto attraverso una procedura semplice, pensata per rendere la compravendita di un’auto usata più sicura e trasparente.
